L’Abruzzo di Germaine - dal Messaggero Abruzzo del 22 giugno 2013




PESCARA. Dal Congo agli oliveti di Ortona. Dall’Africa all’Italia per amore dell’Abruzzo. E di un abruzzese. E’ molto più di una bella storia di imprenditoria e immigrazione quella di Germaine Etanaka Mombampete. E’ la storia di una ragazza del Congo, animata da spirito imprenditoriale, approdata nella nostra regione: «Terra splendida e ricca, l’Abruzzo, in unmodo che gli stessi abruzzesi purtroppo non riescono a comprendere».

Amore per la terra d’Abruzzo in senso letterale, quello di Germaine, oggi titolare di un frantoio e di un’azienda di cosmetici con sede a Ortona. «L’olio qui è straordinario » dice lei che non appena lo ha assaggiato, anni fa, ha convinto il marito pescarese a investire in un’azienda produttrice: «L’incoraggiamento di mio marito è stato molto importante. Mi ha regalato lui il frantoio e abbiamo avviato l’attività. Ricordo la prima volta che ad Atessa ho assaggiato sul pane l’olio dei nostri 35 olivi: ero entusiasta come una bimba davanti alle giostre». Sbarcata a Roma nell’81 «senza conoscere una parola d’italiano», Germaine Bombampete è stata aiutata dall’Ambasciata del suo Paese. Gli anni di studio a Perugia, le sfilate aMilano come modella. Un amore, un figlio. Un nuovo amore. E tanto lavoro. Il frantoio di Ortona è solo un primo passo, considerati i mille progetti che Germaine ha in testa. Una testa dura all’abruzzese, la sua. Sempre partendo dalla terra: «Per l’olio ho coinvolto aziende di Ortona e di Tollo, l’idea è di fondare un brand che valorizzi l’Abruzzo diventando un marchio di garanzia di qualità. Se dici Toscana tutti sanno dov’è, vorrei che succedesse così anche per l’Abruzzo. Dobbiamo cooperare ed espandere i nostri prodotti in Italia e all’estero. In molti Paesi dell’Africa ci sono mercati ricchi e città in cui la cucina italiana è molto apprezzata. Lo dico anche e soprattutto per il vino, visto che l’olio ha l’ostacolo di dazi altissimi. Ragionare per singole etichette è un errore, ecco perché anche attraverso la Camera di commercio di Pescara e l’Ufficio estero sto cercando di spingere per il marchio Abruzzo».

Anche per Villa Eta, il suo brand per la cosmesi naturale, Germaine Etanake Bombampete è partita dalla terra: «Burro di Karitè e olio di Argan sono prodotti che realizzo con materie della mia Africa. Nella lunga filiera collaborano con me donne africane che con il lavoro mantengono i loro bambini». Per l’olio di Argan Germaine è volata in Marocco, ad Agadir. Con il burro di Karitè dà lavoro in Burkina Faso. Per promuovere le sue attività l’imprenditrice s’è affidata a un webmaster teramano. Il grafico è di Torre de’ Passeri, l’addetta stampa è brianzola. «Seguo ogni passaggio senza intermediari» dice Germaine, donna con la valigia. Per questa intervista è arrivata in aereo a Pescara via Zurigo, partendo dal Gabon, dove vive. «A Ortona resterò un giorno» dice. Il tempo di controllare un’attività e di immaginarne un’altra: il casale tra gli olivi ad Ortona potrebbe diventare un agriturismo. Magari con l’aiuto di una socia in gamba: «Mi dicono di donne con grandi doti imprenditoriali qui in Abruzzo, non vedo l’ora di confrontarmi con loro».

Paolo Vercesi